mercoledì 21 marzo 2012

Effetti collaterali dell'avere un blog.


Ci sono cose che al momento di aprire un blog non avevi messo in conto.

Quando decidevi di avere un tuo spazio on line su cui scrivere, pensavi soprattutto ad una sorta di diario della tua "maternità improvvisata", dove fare il punto e tenere al corrente amici e familiari, per lo più lontani, ma anche vicini, dei cambiamenti della pupa, della sua crescita, delle vostre avventure tragicomiche e della vostra vita un po' a gambe all'aria.
Eh, sì: l'ennesimo blog di una madre svampita che pretende di imporre il proprio originalissimo punto di vista alternativo sulla maternità, quando oramai la rete pullula di materiale del genere, anche assai meglio organizzato e gestito.
Ma non ti sei scoraggiata. Rimaneva il proposito iniziale del diario della tua maternità improvvisata, per quanto strada facendo ci hai ficcato dentro di tutto un po', senza metodo né continuità.

Ciò che ci si deve aspettare, è che qualsiasi cosa che nasca da noi, ma sia esterno a noi, finisce inevitabilmente per prendere forme da noi non previste nè contemplate inizialmente.

Ciò che non ci si può aspettare è che tu, che continui a non capire l'80 % della terminologia correntemente utilizzata on-line, che non sai cosa sia un tumbrl né a cosa serva (figuriamoci poi se sai come si scrive), che ti rifiuti categoricamente di farti l'account Twitter, tanto poi non lo sapresti usare, (e poi per scriverci che?), che per pigrizia rinunci preventivamente a comprendere il funzionamento della maggior parte dei programmi che possiedi, e il 90 % delle funzioni di quei pochi che utilizzi, e che mandi in stand-by il cervello ogni qualvolta qualcuno che ne sa più di te cerca con pazienza di spiegartene i rudimenti più elementari, tanto da poter quasi giurare di aver sentito pronunciare da lui (dal tuo cervello) la frase "Tu resta pure; io me la squaglio", tanto per citare Homer Simpson... proprio tu ora parli utilizzando termini astrusi, annoi tutti conversando amenamente di craft e mommy-blog, di contest e giveaway, usi la parola "feed" al posto della più ordinaria "commento", "follower" al posto di "lettore", e "spam" al posto di "rottura di coglioni", "linkare" e "postare" come se piovesse, cosa che ti eri sempre riproposta di non fare...

Ciò che non ti saresti aspettata era che avresti passato molto tempo a informarti sull'apprendimento cognitivo dei bambini, che avresti illustrato alle tue amiche l'importanza dei travasi montessoriani, che, no, non c'entrano niente con i travasi di bile, che avresti conosciuto il significato di cose della cui esistenza non credevi avresti mai avuto esigenza di cognizione, quali "hand made toys" o "homeschooling" (a proposito, ma un tempo non ti stava sulle palle chi abusava a ogni pié sospinto di terminologia anglofona?); che avresti storto il naso di fronte a una di quelle stratosferiche moto elettriche che da piccola ti facevano sbavare sullo schermo della tv quando le vedevi in pubblicità, anche se alzavi le spalle con noncuranza e superiorità, tanto sapevi che non ne avresti mai avuta una; ora invece passi in rassegna su e-bay i veicoli cavalcabili in "materiale naturale" senza pedali per tua figlia con un entusiasmo pari forse a quello di allora e smanii per quella mucchina di legno dipinto su ruote, che tuo fratello definisce orrenda.

Non ti saresti mai aspettata di girare dieci supermercati alla ricerca di non ben identificati coloranti alimentari per dolci, pur di emulare le attività intelligenti e creative viste in rete senza per questo intossicare tua figlia che ingurgita ettolitri di tempere non ingeribili...

Né ti saresti aspettata che da quel momento in poi (dall'apertura del blog in avanti) avresti catalogato mentalmente ogni minimo fatto della tua ordinaria esistenza sotto le diciture "lo metto nel blog" e "non lo metto nel blog", ammettendo infine una terza categoria: "forse lo metto nel blog". E non immaginavi che avresti oberato la memoria già affaticata del tuo pc con una quantità imbarazzante di foto idiote che prima mai ti saresti sognata di conservare, in vista della pubblicazione di post che mai hanno poi visto la luce effettiva del lap-top.

Non ti saresti aspettata che i tuoi amici ti avrebbero letto con una regolarità che ancora una volta sei costretta a definire imbarazzante, ché ogni volta che vi sentite per telefono, una delle prime cose che ti dicono è: "Ah! Ti leggo sempre sul blog!" e questo ti fa pensare che prima o poi dovresti affiggere in bella vista sulla home-page (ah! Una volta avresti detto "in prima pagina", da brava ignorante!) le prime due regole del Fight Club applicate al tuo blog ("Prima regola del Blog: non parlate mai del Blog. Seconda regola del Blog: non dovete parlare MAI del Blog."), visto che non ti sei mai premurata di renderlo anonimo e riservato...

Ciò che non ti saresti aspettata era che qualcuno che non hai mai conosciuto di persona, che vive a parecchi chilometri di distanza da te e che con buona probabilità mai incontrerai nella vita, potesse pensare a te, informarsi dei tuoi casi quando ti sa lontana, pensare che sarebbe bello passare a farti una visita quando sa che sei sola, chiederti se va tutto bene quando è da un po' che non ti fai sentire, o sentire la tua mancanza dopo una lunga assenza. Non ti saresti mai aspettata di ricevere inviti, regali e pacchi postali, proposte di incontri, esultanze per i traguardi di tua figlia, congratulazioni sulla sua crescita e dichiarazioni di affetto, entusiasmo per ciò che racconti, riconoscimenti e incoraggiamenti a continuare, partecipazione ai tuoi dubbi e ai tuoi scleri quotidiani, e persino tante adesioni alla tua rubrica idiota!

Che dire?
La vita è piena di sorprese...

39 commenti:

  1. è proprio vero... Il mondo-blog è straordinario proprio x questo!!!!

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  2. ... E che anche tu puoi chiederti come sta la figlia di tizia, come ha risolto la lite col marito, come le é riuscito quel piatto etc etc..,

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    1. UN po' come le chiacchiere tra comari del villaggio... ma senza dover uscire sul pianerottolo... ;D

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  3. Già.
    Sono pieanmente d'accordo.

    Pensa che io avevo scritto questo: http://susibita.blogspot.it/2011/01/perche-sei-incinta-e-tutti-fanno-le.html

    Strano davvero, ma bello, non credi?

    Susibita

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    1. OH! E' bellissimo! NO, a quanto pare non sono la sola a farmi le pippe mentali... e nemmeno tu! :D

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  4. è vero, è proprio così. mi capita di pensare più o meno le stesse cose. riguardo ai termini in inglese, in alcuni casi se si tratta di neologismi "informatici" non avrebbe senso cercare la versione italiana (sarebbe anche ridicolo). altri termini (homeschooling, cosleeping...) servono solo a dare un tono a qualcosa che si è sempre fatto, che può essere oggetto di critiche, e che sembra invece acquistare dignità solo perchè entra a far parte di una certa terminologia. io lo trovo buffo, soprattutto trovo buffo che comportamenti naturali che si sono sempre fatti all'improvviso appaiono come delle scelte razionali e ben ponderate, che fanno parte di una ben precisa teoria pedagogica.

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    1. Ah ah! D'accordissimo su questo! L'ho osservato anch'io.
      Diciamo che i comportamenti "naturali" e spontanei di una madre, se sono giustificati dall'inserimento in un determinato "metodo" o filosofia pedagogica, possono essere anche accettati come scelte consapevoli, se non sono semplicemente bollati come "discutibili". E poi, vuoi mettere che figo dire a un'amica che non ha la più pallida idea di cosa tu stia parlando: "Sai, io con mio figlio faccio il co-sleeping, pratico l'homeschooling e ho scelto un arredamento kid-friendly..." °_°

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  5. Per certe persone io non distinguo più blog da amica lontana. L'ho capito recetemente. So che può sembrare arrogante visto che non ci si è mai viste, ma ecco per me tu sei più una amica di penna che una blog conoscenza :-)

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    1. Arrogante arrogantissima! Oh cara! Confesso di aver provato una punta di rammarico nel leggere dei tuoi recenti incontri con altre blogger in giro per l'Italia, e mmi son chiesta se mai noi... prima o poi... chissà...
      Una volta avevo un'amica di penna. era lituana, mai vista in vita mia, e ci scrivevamo, com'è ovvio, in inglese. Beh, non era la stessa cosa. Molto più affettato e sterile come rapporto (va be' che avevo pure 14 anni), qui ci si mette più in gioco.
      Vada per l'"amica lontana"! :D

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    2. Si si amica lontana! Io spero proprio che ci vedremo un giorno! :-)))
      Hai ragione, alla fine fai dei monologhi condivisi e butti fuori molto di più. E anche per questo che con alcune persone aggiungi il tono di voce e l'espressione, ma il succo del rapporto non cambia.

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  6. La tua rubrica non è idiota! :-)

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    1. La rubrica ringrazia, ma si schernisce: rivendica orgogliosa la propria idiozia. ;)

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  7. Ti sei dimenticata "Proposte di incontri non realizzate a causa di blogger un po' svampite che abitano praticamente dietro casa tua ma non sanno organizzarsi" :D
    Peccato essere a Pisa quando tu eri in Libia e essermene dovuta andare così presto, ovvero quando tu eri di ritorno.
    Vabbè..continuiamo l'amicizia di penna :D ci saranno i tempi giusti per gli incontri :D

    Questo discorso sul blog è vero...molti mi leggono regolarmente e poi mi dicono "ah ho visto il blog. Bello eh.." :)sembra parte della vita vera..o forse senza accorgermene lo è diventato :D

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    1. Ma allora sei andata via da Pisa "per sempre"? Cioè: non torni (a viverci?). Ti ha fatto così schifo eh? ;D
      Beh... non è che neanche io sia stata poi così solerte. Sono pigra e riesco a stento a organizzarmi anche con gli amici di sempre (con le mie ex-colleghe saranno 6 mesi che diciamo di doverci organizzare per rivederci ma...)
      Beh, se mai tu dovessi ripassare di qua, sappi che ti aspetterò! (Dopo tutto, domani è un altro giorno!) ;D

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    2. hai ragione su tutto!! io ho aperto il mio blog da 2 mesi circa e ho scritto quasi un post al giorno...l'ho aperto per cercare uno stimolo per studiare e per sfogarmi e invece il risultato è che studio meno di prima...(forse dovrei chiuderlo?) e sulle parole in inglese anche io non ci capisco mai un tubo e devo cercare cosa significo oppure ci passo sopra.. :) e pure io per ora niente twitter....resto fedele a facebook... però almeno conosco un mondo tutto nuovo! e tante mamme mi leggono e commentano dandomi consigli..e ho pure trovato mamme come me che devono finire l'università...non è male no???

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    3. NO, non è male: è un grande strumento di socialità. Il rischio è quello che diventi l'unico, e qui dobbiamo impegnarci perchè non accada.
      E, sì, il blog è una grande distrazione. Non credo tu debba chiuderlo, ma solo importi una ferrea disciplina (magari arginandolo entro orari prefissati)

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    4. Twitter? Non ne avverto la mancanza, nè la necessità.

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  8. Sai...in realtà mi è piaciuta. O meglio all'inizio non mi piaceva tanto, ma poi sn entrata nei suoi ritmi, ho conosciuto meglio le sue strade, i suoi luoghi, le persone..e piano piano Pisa è diventata un'ambiente familiare. Sn andata via perché nn trovavo lavoro :( di nessun genere :( e siccome mi stavo affezionando al posto...ho preferito staccare e tornare in Sardegna. Anche se qua è ancora peggio e in più è un mortorio. Mi godo il sole, i giri lungo il mare e l'arrivo della primavera..e sto meditando se tornare li dopo Pasqua e riprovare a cercare lavoro o andare in qualche altro posto :) ecco..ci tenevo a scriverti che Pisa nn è poi così male :)

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    1. BEH, GRAZIE EH! La cosa è consolante... >D
      Scherzo dai. Che non si trova lavoro, lo so.
      Il problema vero è che qui c'è davvero poco da fare, se non sei docente universitario o ristoratore, impiegato aeroportuale o militare. L'altro problema è che io non mi vedo a vivere bene in nessun altro posto a me noto, ahimè. la verità è che a me piacerebbe tanto rimanere e a vivere in questa città, o nei suoi dintorni, ma siamo quasi giunti a un bivio, anche noi... per dove? Boh!

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  9. E pensa, io non mi sarei mai immaginata di leggere con tanta costanza un blog!
    Dove mi capita di trovare espressioni indecifrabili: craft un remoto senso ce l'ha (parliamo delle sottilette, vero? quelle che filano e fondono :) ), ma "giveaway" potrebbe essere un insulto in giamaicano (per quello le virgolette: ché io cito, non insulto! :) ).
    Non mi sarei mai immaginata di scrivere un commento, che appare come inviato da "anonimo", anche se lo firmo (certo con un nick, ma sempre firma è), solo perché non mi sono registrata a non so cosa :)
    Ma soprattutto non mi sarei immaginata di contare i giorni dell'assenza della sua voce. E di emozionarmi, ogni volta che quella voce parla.
    Un abbraccio, da una tua "follower"!
    Geppy

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    1. Potresti specificare il senso della parola "follower"? Dall'inglese "to follow" dovrebbe essere "colei che segue". Cioè, mi pedini per strada? O solo in giro per il web? ;D

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    2. Ti dirò, non mi spiacerebbe pedinarti per strada: vorrebbe dire che il mio passo scandirebbe le distanze di Pisa. E non quelle tristi e grigie della mia grigia e triste città...
      Al momento però sono ferma all'ipotesi 2 :/

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    3. Uhm... credo che ti sbagli: in Italia non esistono città grigie e tristi. In ogni caso saresti sempre la benvenuta a Fillide per una visita off-line (traduco: in assenza di connessione!)

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  10. Direi che questa è decisamente la sorpresa più bella che i blog possano riservare :)

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  11. Hai espresso egregiamente quelli che sono anche i miei pensieri a proposito del mondo blog. Come scrive Owl, ti voglio bene, come a un'amica lontana, non come a una conoscenza virtuale.

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  12. che dire? è proprio così! :)

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  13. condivido pienamente, io che non ho mai amato i rapporti a distanza e ho sempre odiato mandare cartoline a chi è lontano, mi trovo improvvisamente a fare i conti con concetti di distanza e vicinanza completamente ribaltati.
    Mi sei familiare come un'amica che ha sempre abitato di fianco a casa mia.
    Grazie suster, le tue parole sono stupende.
    giuppy (e anche ele condivide, malgrado sia già a nanna so che è così anche per lei)

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    1. Adoro infrangere abitudini inveterate e smentire convinzioni! :D

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  14. Puoi dirlo forte Suster...a me, da quando ho deciso di aprire un blog, mi si è aperto un mondo...che adoro!!!!

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  15. Capita poi che ti incontri al parco.. è lei o non è lei??? glielo dico o non glielo dico??? :D

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    1. ??? Ehi Anonimo! Mi hai incontrato al parco???

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  16. Penso di sì, ma non sono sicura (la mamma della bimba che voleva la vostra merenda) :)

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  17. Ma dai! Ti riferisci alla banana? Allo Scotto?
    Accidenti che cosa strana! Mai avrei creduto... eco: una cosa che potrei aggiungere alla lista di ciò che non ci si può aspettare!
    E però me lo potevi chiedere... anzi no, forse meglio così: mi sarei troppo vergognata...
    (Prima regola del Blog...)

    PS. Mi spiace per la banana: è che non so mai come può reagire una mamma quando offro a un bimbo qualcosa da mangiare (soprattutto dopo che è stato selvaggiamente ciucciato da mia figlia! Io non mi scandalizzo, ma non siamo tutti uguali!)

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    1. O forse quella dei creckers? Che ci siamo viste pure ai giardini dietro al Mediaworld? (noi siamo sempre ben rifornite di merende!)

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    2. Si, quella dello Scotto! Se mia figlia non cambiava idea preferendo farmi correre al panificio sarei stata contenta, mi fidavo :) Sono contenta di aver rispettato le Regole del blog pur non conoscendole!

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    3. Ho capito: le piaceva molto anche la balena!
      Ma ora sono troppo curiosa: come hai fatto a riconoscermi? Dalle foto che metto qui? O hai riconosciuto Mimi (più probabile? O hai identificato il tipo di persona rispetto a quel che dico di me? (anche se ultimamente mi sono un po' infighettita, ecco forse perchè stentavi a riconoscermi...) Ma soprattutto: mi seguivi da molto qui sul blog? E come mi avevi trovato? (digitando su google "nidi Pisa", scommetto: ah, devo stare attenta a quello che scrivo, vivendo in una città così piccola potrei ritrovarmi faccia faccia con una persona che il giorno prima ho sbeffeggiato sul blog!

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  18. Si si oltre alla merenda avrebbe gradito anche la balena! ti riscrivo con più calma :)

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  19. Eppure le persone che scegliamo (perchè qui si è completamente liberi di scegliere) di frequentare sui blog ci sono affini nell'anima più spesso di quanto capiti nelle frequentazioni concrete quotidiane, sarà che in questo caso siamo annebbiati nel giudizio da altri fattori o condizionamenti? Quelle poche persone che ho conosciuto dai social al vero finora non mi hanno delusa.

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    1. No, non lo credo. Credo però che sia più facile esprimersi fino in fondo su carta bianca piuttosto che intavolando conversazioni frettolose tra un caffè e un "E' tardi devo andare". Forse è anche più facili trovrew qui persone che sentiamo affini spiritualmente semplicemente perchè la scelta è più ampia, e come dici tu, l'invisibilità delle nostre visite quatte quatte, ci permette, se non ne abbiamo voglia, di piantare in asso qualcuno che non ci convince prima ancora di intavolare un qualsiasi tipo di relazione.
      Quindi da un certo punto di vista si investe meno, dagli altri prendiamo solo ciò che preferiamo. E' un mondo incompleto in effetti, ciò non significa che non offra spunti interessanti, e opportunità di conoscenze che potresti voler approfondire...

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